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il blog di Ciro Scannapieco


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lug
21

Ottanta voglia di suonare

Posted by Ciro under Senza categoria

avatar2Chi si aspettava un vecchietto in pantofole e vestaglia di flanella, magari un po’ sordo e rincoglionito, sarà rimasto certamente sorpreso.

Ebbene sì, Sonny Rollins , venerdì 16 luglio 2010, avrà lasciato in albergo le pantofole; sale infatti sul palco dell’Arena di Santa Giuliana in Perugia con indosso un paio di scarpe lucide, una sgargiante camicia rossa ed un sassofono con cui intessere un dialogo con il pubblico.

Inossidabile, un folto cespuglio di capelli argentei, una barba di panna montata, così l’ottantenne musicista di Harlem si presenta agli astanti: ed è già Jazz.

Nella sua figura si materializza la fenomenologia della musica nera, non quella concettuale dei salotti, delle scuole, ma quella ancestrale delle strade, della disperazione e della speranza.

E’ una musica umana che racchiude al suo interno indiscriminatamente buono e cattivo, consonanze e dissonanze, in ed out.

Un crogiolo di vizi e virtù, di sfumature che affrescano un ritratto fedele della società. …CLICCA QUI PER LEGGERE IL SEGUITO »

Non ti amo, se non perché ti amo.

Non ti amo, se non perché ti amo.
E dall’amarti al non amarti giungo.
E dall’attenderti quando non t’attendo
passa il mio cuore dal freddo al fuoco.
Ti odio senza fine, e
odiandoti ti cerco.
E la misura del mio amor perduto,
è non vederti e amarti come un cieco.
Forse consumerà la luce di Gennaio,
col suo raggio crudele il mio cuore intero,
rubandomi la chiave della calma.
In questa storia solo io muoio,
e morirò d’amore perché t’amo.
Perché t’amo amore, a Sangue e Fuoco!

                                                          (P.Neruda)

avatar2“Il mio stile è idiosincratico, caratterizzato dall’uso di espressioni bizzarre apparentemente non connesse al

contesto. Si tratta di un’estetica che associo a esperienze passate e uso senza preoccuparmi troppo della forma ma alla fine il discorso assume certamente un senso compiuto”

Con questa frase “piaciona” Pat Metheny definisce la sua musica, eppure queste parole convincono solo a metà. Sembra che il musicista americano giochi a nascondino celando l’essenza delle proprie composizioni dietro parole suadenti.

La sua musica è sì riflessiva, evocativa, pregna di malinconica allegria ma anche, e soprattutto,”ruffiana”. Melodie ispirate e cantabili catturano l’ascoltatore, perfino quello non educato all’ascolto del Jazz e della Fusion, e lo proiettano in un acquerello musicale, in spazi sonori ampi e suggestivi. …CLICCA QUI PER LEGGERE IL SEGUITO »

giu
25

Morricone dirige Morricone

Posted by Ciro under Musica

avatar2Un po’ padre, un po’ figliuol prodigo. Così il Maestro Ennio Morricone torna a dirigere l’Orchestra e il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma.morricone

Il Maestro torna all’Auditorium Parco della Musica, dopo grandi successi e dopo aver calcato palcoscenici prestigiosi: qui è come un padre.

Basterebbero, infatti, il patrimonio monolitico della sua produzione, la fama ed il successo per farne punto di riferimento per chiunque voglia cimentarsi nell’esperienza musicale. La sera del 17 Giugno , infatti, è accolto da tutti con trepidazione, sia dal pubblico che ha ascoltato estratti dalla sua copiosa produzione musicale, che dall’orchestra che ne ha eseguito, obbediente, le partiture.

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gen
20

Una poesia…Emily Dickinson

Posted by Ciro under Senza categoria

The Brain - is wider than the Sky -

For - put them side by side -

The one the other will contain

With ease - and You - beside -

The Brain is deeper than the sea -

For - hold them - Blue to Blue -

The one the other will absorb -

As Sponges - Buckets - do -

The Brain is just the weight of God -

For - Heft them - Pound for Pound -

And they will differ - if they do -

As Syllable from Sound -

Emily Dickinson

 

 

avatar2Se fosse stato un apologo da raccontare ai bambini ciascuno avrebbe potuto usarlo per proporre il proprio fine pedagogico guardando alla vicenda da diverse angolazioni pur di forzare un messaggio educativo.

I padri ed i maestri, infatti, avrebbero narrato,  a seconda delle  personali simpatie,  o del martirio di un santo ( vuoi che il nostro non subisca lo stesso trattamento riservato ai più grandi santi della storia? La lapidazione! ),  o  delle gesta eroiche di un nuovo Davide che sconfigge Golia con il lancio di una pietra (ovviamente a  forma di duomo per motivi puramente simbolici o per filologico folklore). Ce n’è per tutti.

I devoti ( lascio al lettore piena facoltà di esprimersi in merito all’oggetto o al soggetto di cotanta devozione) si sarebbero commossi  al riecheggiare di soavi parole. Avrebbero visto  in quella frase esclamata nel momento del dolore,  <<L’amore vince sull’odio>>,   l’attualizzazione della più celebre <<Perdona Padre perchè non sanno quello che fanno>> proferita  da colui di cui si è autoereditata  la missione.

I meteorologi più attenti, invece,  si sarebbero interrogati sul perchè il cielo non si sia oscurato per 3 giorni, come in casi analoghi solitamente accade e  avrebbero identificato la causa  nell’inquinamento atmosferico e nel conseguente  mutamento climatico. Sarà colpa dell’effetto serra anche questo clima d’odio? 

Gli studiosi del linguaggio avrebbero annotato i cambiamenti linguistici, dissertanto circa la sostituzione del più classico e fiabesco degli incipit: <<c’era una volta, tanto tempo fa, in un paese lontano lontano….>> con il più attuale ed altrettanto poco originale: <<  Sdegno per l’ignobile aggressione e solidarietà nei confronti del premier, siamo contro ogni forma di violenza…..PERO’….>>.

I cronisti  avrebbero ammaestrato questi mille però alle proprie linee editoriali.

I chirughi maxillo-facciali si sarebbero alleati con i colleghi dentisti, proponendo all’OMS l’istituzione della “giornata mondiale del rischio della statuetta  di marmo che ti sfonda la faccia… ed  anche i denti”.

I nostalgici degli anni di piombo avrebbero rivisto in questo gesto un pericoloso ritorno al clima di terrore di togliattiana memoria.

Chi non appartiene alle succitate categorie professionali, invece,  può solo commentare la vicenda con un poco appassionato <<TRANSEAT…>>.

ott
19

Paglia di Vienna

Posted by Ciro under Generale

avatar2pv1Zurigo vive di un intreccio regolare di ordinate solitudini.  Un lento fermento di  esistenze  che camminano su rotaie sociali, regolate da un semaforo statale che non permette intoppi o incidenti.  Vite che si  incrociano, camminano parallele ed interagiscono per appuntamenti,  puntuali come le coincidenze dei tram che le trasportano verso il loro destino.  Regolare come la paglia di Vienna i cui cerchi  equidistanti, disegnati dall’intreccio ordinato ed ossessivo di filamenti  vegetali, creano agli occhi un’allucinazione razionalista. Si vive all’interno di queste circonferenze  senza claustrofobia, quasi senza aneliti.

zurigo1Tutto ha un suo posto, un suo ordine. Le grandi banche in centro, le griffe dell’alta moda a Bahnhoffstrasse, i teatri che, da Bellevue ,si affacciano sul lago, le puttane ed i night a Langstrasse,  le università che- dall’alto-  dominano la città vecchia; tutto il resto è dormitorio, quasi un deposito per membra stanche.  Questo senso di ordine viene  da epoche lontane. Ogni pietra ne sembra intrisa, anche la più antica.  Perfino il Grossmunster , edificato proprio di fronte al Fraumunster  agli albori dello scorso millennio,  sembra suggerire la misura della “giusta lontananza” (o vicinanza)  tra frati e suore, tra uomo e donna, tra  detto e non detto, tra la morale e la prassi, tra il perbenismo e l’ipocrisia. Topos e logos combaciano, ed ogni strada porta dentro di se la vis e l’austerità di quell’ordine. Ad ogni angolo quadranti d’orologio  ticchettano come tanti piccoli cuori,  pulsando tempo, come fosse sangue,  nelle arterie di questo  monotono  corpo urbano.

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set
27

Salerno, la rotonda…..e gli anni 80

Posted by Ciro under Generale

 

 

Colgo l’occasione del concerto del talentuoso Alexander Romanovsky Romanovsky - a cui ho avuto la fortuna  assistervi- per riportare una sua interessante intervista apparsa sul quotidiano la repubblica il 20 gennaio 2008.

 

da: Repubblica — 20 gennaio 2008 pagina 12 sezione: MILANO

E’ nato in Ucraina ma da un decennio vive vicino a Imola. Ha tenuto il suo primo concerto a 9 anni, nel 2001 ha vinto il prestigioso Concorso Busoni di Bolzano ed oggi è uno dei pianisti più bravi della sua generazione. «Del suo pianismo si sentirà molto parlare» aveva profetizzato il maestro Carlo Maria Giulini.

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